Articolazione coxo-femorale

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Anatomia, funzioni e quando è necessario l’intervento di protesi

L’articolazione coxo-femorale, comunemente conosciuta come articolazione dell’anca, è una delle strutture più forti e sofisticate del corpo umano. Grazie alla sua forma “a sfera”, permette movimenti ampi e controllati, come camminare, piegarsi, ruotare o salire le scale, mantenendo allo stesso tempo la stabilità necessaria per sostenere il peso corporeo.

Quando però questa articolazione si ammala o si deteriora, anche le azioni più semplici possono diventare dolorose e difficoltose. Capire com’è fatta e quali disturbi possono comprometterla è fondamentale per riconoscere i segnali del corpo e intervenire nel momento giusto.

L’articolazione dell’anca è una delle strutture più importanti per il movimento e la stabilità del corpo.

Com’è fatta l’articolazione dell’anca

L’articolazione coxo-femorale unisce la testa sferica del femore con la cavità acetabolare del bacino. Si tratta di un sistema perfettamente progettato per garantire stabilità e libertà di movimento. La capsula articolare, spessa e resistente, forma una guaina che protegge la giunzione e assicura il corretto allineamento tra femore e bacino, anche sotto carico.

A mantenerla stabile interviene una rete di legamenti molto robusti, tra cui il legamento ileo-femorale, il più potente dell’organismo, situato nella parte anteriore dell’anca; il legamento pubo-femorale, che limita l’eccessiva estensione, e il legamento ischio-femorale, posizionato posteriormente. A completare il sistema c’è la cartilagine articolare, un tessuto liscio e compatto che riveste le superfici ossee e consente movimenti fluidi, riducendo l’attrito.

Ogni componente ha un ruolo preciso: proteggere, sostenere e favorire la fluidità del movimento. Quando uno di questi elementi si deteriora, il corpo reagisce con dolore, rigidità e perdita di equilibrio.

Anatomia dell’anca: una struttura complessa che lavora in sinergia per garantire mobilità.

Perché l’articolazione dell’anca può fare male

Il dolore all’anca può comparire a qualsiasi età, anche se è più frequente con l’avanzare degli anni. Nella maggior parte dei casi, è causato da una progressiva degenerazione della cartilagine che riveste la testa del femore e l’acetabolo, riducendo la capacità di assorbire gli urti e generando attrito durante il movimento. 

La conseguenza è una sensazione di dolore localizzato all’inguine o alla coscia, spesso accompagnata da rigidità articolare e difficoltà nei movimenti. Tra le condizioni più comuni che provocano dolore e perdita di funzionalità troviamo l’artrosi dell’anca (coxartrosi), le fratture del femore, la necrosi della testa femorale, la displasia congenita e, più raramente, infezioni articolari.
Quando il dolore non risponde più ai trattamenti conservativi – come fisioterapia, farmaci antinfiammatori o infiltrazioni – può essere necessario valutare un intervento chirurgico di protesi anca.

L’artrosi dell’anca è una delle cause più comuni di dolore e limitazione nei movimenti.

Protesi dell’articolazione coxo-femorale

La protesi d’anca è una soluzione chirurgica che sostituisce le componenti danneggiate dell’articolazione con elementi artificiali biocompatibili. L’obiettivo è eliminare il dolore e restituire al paziente la piena mobilità.

Durante l’intervento vengono sostituite due parti principali:

  • La componente femorale, costituita da uno stelo che si inserisce nel femore e sostiene una testina protesica in ceramica, metallo o oxinium.
  • La componente acetabolare, una cupola emisferica che sostituisce la cavità del bacino e accoglie la testina all’interno di un inserto in ceramica o polietilene.

Questi materiali di ultima generazione garantiscono un’elevata resistenza all’usura e un perfetto adattamento all’osso dell’anca. Il risultato è un’articolazione stabile, fluida nei movimenti e capace di sopportare il carico quotidiano.

Quando è il momento di valutare una protesi

Il momento di rivolgersi a uno specialista arriva quando il dolore e la rigidità iniziano a compromettere la vita quotidiana. È opportuno eseguire una valutazione ortopedica se compaiono dolori persistenti all’inguine o alla coscia, difficoltà nel camminare, nel sedersi o nell’alzarsi, o se si percepisce una perdita di equilibrio. Anche la rigidità mattutina o il bisogno di appoggiarsi per camminare sono segnali che meritano attenzione.

In molti casi, la protesi d’anca rappresenta una vera rinascita: elimina il dolore cronico e permette di tornare a muoversi liberamente, migliorando la qualità della vita.

Recupero e riabilitazione

Il recupero dopo l’intervento varia da persona a persona, ma oggi, grazie a tecniche mini-invasive e protocolli personalizzati, i tempi si sono notevolmente ridotti. Già dopo pochi giorni il paziente può muovere i primi passi con l’aiuto delle stampelle, mentre la fisioterapia aiuta a rinforzare i muscoli e a ritrovare la sicurezza nei movimenti.

Il percorso di riabilitazione è graduale, e ogni progresso – anche piccolo – segna un passo concreto verso la libertà dal dolore. Dopo alcune settimane, la maggior parte dei pazienti torna a una vita attiva, con la possibilità di camminare, guidare e dedicarsi alle proprie attività in completa autonomia.

Chi avverte dolore persistente all’anca, rigidità o limitazioni nei movimenti dovrebbe rivolgersi a un ortopedico esperto in articolazione coxo femorale. Sono il Dott. Franco Baldo, specialista in chirurgia ortopedica: eseguo visite accurate per individuare la causa del dolore e valutare il percorso terapeutico più indicato, dalle terapie conservative fino alla chirurgia protesica.Richiedere una valutazione permette di intervenire per tempo, evitando l’aggravarsi delle lesioni articolari e migliorando la qualità della vita. Prenota una visita ortopedica e scopri come tornare a muoverti senza dolore.

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