Le protesi d’anca vengono impiantate su pazienti sempre più giovani e con aspettative alte per il post-intervento. Qualsiasi sia l’età, la protesi d’anca non esclude la possibilità di una vita attiva dopo l’impianto, anzi, un’attività fisica moderata è un alleato importante per rendere la protesi più longeva. Tra i fattori da tenere in considerazione per fare sport dopo la protesi d’anca ci sono il tipo di attività sportiva praticata e la condizione fisica prima dell’intervento.
Artrosi primaria e secondaria
Negli ultimi anni, l’età media delle persone a cui viene impiantata una protesi d’anca si è abbassata. Ci ritroviamo infatti non di rado ad aver a che fare con pazienti relativamente giovani, intorno ai cinquant’anni di età o addirittura meno. Al netto dei casi di persone con patologie congenite dell’anca, i pazienti più giovani sono in genere sportivi che hanno sottoposto nel corso degli anni le articolazioni a sollecitazioni intense e ripetute, favorendo l’insorgere della cosiddetta artrosi secondaria. Si tratta di una patologia in cui la degenerazione della cartilagine articolare prima e dell’osso poi, è causata da overuse e non dalla normale usura dovuta all’età come accade nell’artrosi primitiva.

Questi pazienti hanno in genere aspettative piuttosto alte riguardo all’intervento: molto spesso mi chiedono se potranno tornare a praticare il loro sport preferito e a quale livello di intensità sia corretto spingersi dopo l’intervento. Il discorso non riguarda però soltanto i soggetti giovani e sportivi: l’intenzione di continuare a praticare un’attività fisica dopo l’intervento coinvolge la maggior parte dei pazienti ed è un obiettivo che è corretto porsi. Un’attività sportiva moderata è un toccasana per le articolazioni, naturali o artificiali che siano. È però necessario sapere quali siano gli sport più adatti e in ogni caso evitare sollecitazioni troppo intense. Inoltre, occorre essere consapevoli del fatto che, tra i vari fattori che intervengono nella ripresa dopo l’operazione, anche il tipo di intervento e l’approccio chirurgico possono influenzare i tempi e la qualità del recupero.
Sport e attività fisica dopo la protesi d’anca
Quando si parla di protesi d’anca, il tema dello sport è spesso al centro dell’attenzione. In realtà il vero obiettivo dell’intervento non è permettere di praticare una specifica disciplina, ma restituire una buona funzionalità articolare e una migliore qualità di vita. Se il recupero procede correttamente, il ritorno all’attività sportiva diventa una naturale conseguenza del percorso di cura.
Date queste premesse, possiamo affermare che l’attività fisica, regolare e moderata, è sempre consigliata dopo l’impianto di una protesi d’anca. Occorre naturalmente rispettare i tempi di recupero corretti dopo l’intervento e sottoporsi alle sedute di fisioterapia come consigliato dall’ortopedico (per saperne di più leggi la guida alla riabilitazione dopo protesi d’anca). Per lo sport a livello competitivo il discorso è invece diverso: la protesi, per quanto ben posizionata, non dev’essere sottoposta a stress eccessivi né a movimenti incontrollati. Alcuni sport in particolare sono del tutto sconsigliati:
· sport di contatto come calcio, rugby o basket
· sport che generano carichi intensi e ripetuti sull’articolazione come corsa e jogging
· sport ad alto impatto sull’anca come la ginnastica artistica, la danza classica e gli sport di combattimento.

Si sente spesso parlare del caso di Andy Murray, tennista di calibro mondiale che ha ripreso l’attività competitiva dopo l’intervento di protesi d’anca. Si tratta di un caso sicuramente interessante e incoraggiante per molti pazienti. Bisogna però specificare che parliamo di un atleta di altissimo livello che presentava, al momento dell’operazione, uno stato di forma fisica eccellente. Inoltre, l’intervento eseguito su Murray non è stato una procedura di sostituzione totale dell’anca, bensì una protesi di rivestimento: la testa femorale non è stata tagliata e sostituita, ma “semplicemente” rivestita da una cupola metallica. Questa tecnica, chiamata resurfacing, ha indicazioni molto selettive e può essere utilizzata solo su persone giovani e attive con un’ottima qualità dell’osso. In questi casi, molto selezionati, può talvolta consentire il ritorno ad attività sportive anche di alto livello.
Il tipo di attività fisica che si può praticare dopo un intervento di protesi d’anca dipende dunque in parte anche dalla tecnica chirurgica che viene utilizzata. Per quanto riguarda le vie di accesso all’articolazione, la procedura per via anteriore – quella che prediligo – ha tra i numerosi vantaggi il fatto che i muscoli non vengono tagliati. Questo significa che la ripresa, anche rispetto all’attività sportiva, sarà più rapida e che i tessuti non perderanno la loro funzionalità dopo l’intervento. Le cicatrici muscolari rendono infatti il tessuto meno elastico e più incline a successivi infortuni.
Sport dopo protesi d’anca in sintesi
| Consigliata | l’attività fisica, regolare e moderata, è sempre consigliata dopo l’impianto di una protesi d’anca.dopo l’impianto di una protesi vanno privilegiati gli sport a basso impatto |
| Sconsigliati | sport di contatto come calcio, rugby o basketsport che generano carichi intensi e ripetuti sull’articolazione come corsa e joggingsport ad alto impatto sull’anca come la ginnastica artistica, la danza classica e gli sport di combattimento. |
| Da valutare caso per caso | il ritorno a discipline intense va valutato con cautela, caso per caso.Solo in seconda battuta si potrà valutare la ripresa di sport più intensi, sempre facendosi seguire parallelamente da un professionista nel campo della riabilitazione. |
Cosa aspettarsi davvero?
Tornare a praticare sport con una protesi d’anca non solo è possibile, ma è altamente consigliato. Con le dovute precauzioni, l’attività motoria è un toccasana perché contribuisce a mantenere la muscolatura attiva e l’articolazione nel suo stato di massima funzionalità possibile. È chiaro che occorre essere realisti: dopo l’impianto di una protesi vanno privilegiati gli sport a basso impatto, mentre il ritorno a discipline intense va valutato con cautela, caso per caso.
Non solo lo stato fisico, ma anche gli aspetti psicologici sono molto importanti. Spesso il paziente sportivo è molto motivato e non ha problemi a sottoporsi a lunghe e stancanti sedute di fisioterapia. Il rischio, tuttavia, è quello di esagerare: rispettare i tempi corretti di recupero e i giusti carichi di lavoro è invece fondamentale per ottenere dei risultati soddisfacenti. Anche chiarire quali siano le aspettative realistiche è importante. Il paziente non deve aver paura di parlare con il proprio chirurgo esponendogli tutte le questioni che lo preoccupano. Più è chiaro il quadro che si andrà a delineare, più gli esiti dell’intervento risulteranno vicini alle sue aspettative.
Nelle prime fasi dopo l’operazione, io incoraggio sempre la ripresa di attività a basso impatto per il benessere cardiovascolare, il controllo del peso corporeo, il mantenimento del tono muscolare e il recupero di forza ed equilibrio. Solo in seconda battuta si potrà valutare la ripresa di sport più intensi, sempre facendosi seguire parallelamente da un professionista nel campo della riabilitazione.

Per alcuni pazienti il traguardo è tornare a correre. Per altri è semplicemente poter fare una passeggiata, viaggiare o giocare con i propri nipoti senza dolore. Quali che siano gli obiettivi personali, l’intento della chirurgia protesica è sempre quello di restituire qualità di vita e libertà di movimento.
Se hai una protesi d’anca o stai valutando l’intervento e vuoi capire quali attività sportive potrai praticare, puoi contattarmi per una valutazione specialistica.
FAQ – Domande frequenti
Si può fare sport dopo una protesi d’anca?
Qualsiasi sia l’età, la protesi d’anca non esclude la possibilità di una vita attiva dopo l’impianto, anzi, un’attività fisica moderata è un alleato importante per rendere la protesi più longeva. Per lo sport a livello competitivo il discorso è invece diverso: la protesi, per quanto ben posizionata, non dev’essere sottoposta a stress eccessivi né a movimenti incontrollati.
Quali sport sono sconsigliati dopo una protesi d’anca?
Alcuni sport in particolare sono del tutto sconsigliati: sport di contatto come calcio, rugby o basket; sport che generano carichi intensi e ripetuti sull’articolazione come corsa e jogging; sport ad alto impatto sull’anca come la ginnastica artistica, la danza classica e gli sport di combattimento.
Quando si può tornare a praticare sport più intensi?
Nelle prime fasi dopo l’operazione, io incoraggio sempre la ripresa di attività a basso impatto per il benessere cardiovascolare, il controllo del peso corporeo, il mantenimento del tono muscolare e il recupero di forza ed equilibrio. Solo in seconda battuta si potrà valutare la ripresa di sport più intensi, sempre facendosi seguire parallelamente da un professionista nel campo della riabilitazione.
La via d’accesso chirurgica influenza la ripresa dello sport?
Il tipo di attività fisica che si può praticare dopo un intervento di protesi d’anca dipende dunque in parte anche dalla tecnica chirurgica che viene utilizzata. Per quanto riguarda le vie di accesso all’articolazione, la procedura per via anteriore – quella che prediligo – ha tra i numerosi vantaggi il fatto che i muscoli non vengono tagliati. Questo significa che la ripresa, anche rispetto all’attività sportiva, sarà più rapida e che i tessuti non perderanno la loro funzionalità dopo l’intervento.


